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[SANREMO 2016] Vincere l’odio – Elio e le Storie Tese

SPIEGAZIONE

INTERPRETAZIONE #1
Gli Elio e le Storie Tese sono alla loro terza partecipazione al Festival come concorrenti. Ricordiamo il loro esordio nel 1996 con la canzone La Terra Dei Cachi: Il brano li fece classificare secondi alle spalle di Ron e Tosca con Vorrei incontrarti tra cent’anni. La loro seconda partecipazione fu molti anni dopo, nel 2013, con Dannati Forever e La canzone mononota, entrambe recensite sul nostro sito. Le prime indiscrezioni e anticipazioni sul brano che gli Elii porteranno sul palco sanremese ci fanno pensare, come del resto indicato dal titolo, che questa canzone abbia in qualche modo a che fare con la situazione in cui sta versando il mondo in questo periodo: come fare per riuscire a non odiare anche il proprio vicino di casa? Come si può fare per non averne addirittura paura?






Dopo la prima esibizione al Festival, intervistato dalla Rai, lo stesso Elio ironicamente ha provato a spiegare il significato di questo suo nuovo brano, dando una risposta molto scherzosa:“Bisogna accordarsi sul significato del titolo perchè non è chiaro neanche a noi: vincere l’odio può voler dire batterlo, sconfiggerlo, però può anche voler dire conquistarlo, vincerlo come se fosse un premio oppure potrebbe anche voler dire ‘vincere, lo odio!’ nel senso di ‘odio vincere’ quindi effettivamente non so risponderti nemmeno io”
Ancora più surreale fu la risposta che ancora una volta lo stesso Elio diede ad un giornalista durante la conferenza stampa pre-Festival:“Si tratta di un errore, originariamente doveva chiamarsi “Vincere l’olio”, perché ora l’olio non è più così a buon prezzo, poi ci sono le quote europee… Alla fine il refuso di una collaboratrice ha generato “Vincere l’odio”, che comunque è un buon titolo. Può avere più significati: vincere l’odio ma anche aiutare l’amore; c’è poi un’altra interpretazione, ovvero “io odio vincere”. Insomma, è adatto a vari gusti. Vorrebbe essere una ‘super-canzone’ che prende la parte migliore della canzone e la moltiplica. Perché fare le strofe quando l’ascoltatore si ricorda solo il ritornello? Volevamo lanciare un appello a tutti gli artisti. Che poi i nostri non sono proprio ritornelli perché vanno e non tornano, sono degli ‘andarelli’”.

D’impatto, infatti, il singolo potrebbe risultare indigesto, tra un fiume di parole difficili da seguire e scollegate tra loro, cui si aggiunge una melodia mozzafiato che cambia in continuazione. Ma già al secondo ascolto, le cose iniziano a farsi più chiare: “Vincere l’Odio” non è altro che una sorta di medley di sonorità della tradizione italiana e di motivetti sanremesi, cui molto probabilmente Elio e Le Storie Tese hanno deciso di fare il verso nel solco di quanto già sperimentato nel 1996 con “La Terra dei Cachi”. Tuttavia, c’è una particolarità: gli spezzoni reinterpretati dalla formazione milanese sono tutti ritornelli, come viene annunciato sul finire della canzone. E l’esempio più lampante di questo insolito mash-up viene rivelato al termine del brano, quando sulle note di “Perdere l’amore” di Massimo Ranieri, Elio canta “Vincere l’Odio”.

Vuoi dare anche tu una interpretazione diversa a questa canzone? Inviala a
significatocanzoni@gmail.com
la pubblicheremo a tuo nome oppure lascia semplicemente un commento in fondo al post.
  1. Grandissimo Elio!!!!!!!
    Sono pochissimi i musicisti che riescono a cantare tante canzoni in una sola canzone, cambiando continuamente ritmo, melodia, interpretazione… Non credo che vincerà Sanremo, però spero che riconoscano l’assoluta genialità della band.

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