Oops! It appears that you have disabled your Javascript. In order for you to see this page as it is meant to appear, we ask that you please re-enable your Javascript!



Kiwi – Codeina

SIGNIFICATO

INTERPRETAZIONE #1

Parliamo oggi di una band italiana al suo secondo album, i Codeina. I Codeina nascono nel 1998 da un progetto di Mattia (chitarra e voce), Emanuele (basso e cori) e Alessandro (batteria). La band è di Arcore, in provincia di Monza Brianza, ed è proprio nell’hinterland milanese e brianzolo che il trio comincia a calcare i palchi e a far sentire la propria voce nei locali di musica live underground. Le influenze sono tante, dall’indie rock italiano più classico, agli Afterhours e i primi Verdena, alcuni arrangiamenti che ricordano i Queens of the Stone Age e riff che riportano agli anni ’70 e allo stile dei Led Zeppelin. Il primo demo risale al 2004, Cotidie Morimur. Nel 2010 registrano il loro primo album, Quore. Hidalgo picaresco. Nel 2014 è la volta di Allghoi Khorhoi. Maggiori dettagli sulla loro biografia potete trovarli a questo link al loro sito ufficiale.

Il titolo del loro secondo album, Allghoi Khorhoi, è da loro stessi spiegato: è il “verme mongolo della morte”, un animale appartenente all’immaginario della tradizione popolare cinese e mongola, è un mostro mitologico che si nasconde in lunghi cunicoli scavati sotto il deserto ed attacca l’uomo con scariche elettriche o secernendo acido. L’idea di un verme, per consuetudine creatura infima, non considerata, disprezzata, che assume una posizione di forza. La band lo vede come un simbolo di rivalsa, di ribellione dal basso. Una rivoluzione nascosta e silenziosa, che striscia nelle profondità del terreno ed è pronta ad esplodere all’improvviso. Il disco è una naturale evoluzione di “Quore. Hidalgo Picaresco”, primo album dei Codeina, è un approccio più libero e maturo alla proposta e all’elaborazione dei pezzi. Allghoi Khorhoi scaturisce non solo da un desiderio di prosecuzione, ma da un’esigenza comune di tradurre in musica disagi e insoddisfazioni quotidiane, da una sfera personale ed intima ad un’altra più ampia e strutturata, sociale e culturale, che riguarda l’intero nostro paese.

Il brano che presentiamo oggi è intitolato Kiwi, tratto dal secondo album Allghoi Khoroi datato 2014, è un brano alternative rock indubbiamente satirico, ovvero come da definizione “caratterizzato dall’attenzione critica alla politica e alla società, mostrandone le contraddizioni e promuovendo il cambiamento”. Il testo è molto semplice e diretto: “sono vent’anni che non mangio, a volte mi basta l’aria”, “sono vent’anni che non dormo, del resto mi manca l’aria”, indicando fin da subito la presenza di una contraddizione di fondo. Contraddizione che in seguito genera confusione, letta nel ritornello con la frase “li vuoi quei kiwi li vuoi?”, quasi uno scioglilingua. Occorre poi prestare attenzione alle parole in fondo al ritornello, “sono per te”: non solo nella società, perchè di questo si sta parlando, c’è contraddizione e confusione, ma questi fattori sono fatti passare come un bene. Non solo infatti non si è capito nulla del ritornello per lo scioglilingua, eppure mi viene offerto come se fosse una cosa chiara e limpida, e come da testo, è assurdo potersi fare delle domande a proposito. Da qui la presa di posizione, anch’essa estremizzata per far passare il messaggio: scappare da questa società, e ritornare quando le cose si saranno sistemate. Come sistemarle, poi, è un compito lasciato all’ascoltatore.

Vuoi dare anche tu una interpretazione diversa a questa canzone? Inviala a
significatocanzoni@gmail.com
la pubblicheremo a tuo nome oppure lascia semplicemente un commento in fondo al post.

TESTO

Sono vent’anni che non mangio sai, a volte mi basta l’aria
in ogni angolo ogni luogo in fondo tu potresti chiedermi se…
Sono vent’anni che non dormo sai, del resto mi manca l’aria
in ogni angolo ogni luogo in fondo tu potresti chiedermi se…

li vuoi quei kiwi li vuoi?
li vuoi quei kiwi li vuoi? sono per te…

e’ assurdo poter chiedere se…

Vivo in Italia, meglio morire
vivo in Italia, e non rido più

Grazie a Dio è morto il re.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Per maggiori informazioni clicca qui Privacy Policy e qui