Dotti, medici e sapienti – Edoardo Bennato

SIGNIFICATO

INTERPRETAZIONE #1

La canzone, probabilmente una delle più conosciute del cantautore napoletano, fa parte dello splendido concept album Burattino senza fili, uscito nel 1979. Il disco, attraverso la rivisitazione della fiaba di Pinocchio, descrive sotto forma di satira pungente le ipocrisie, il perbenismo e i luoghi comuni di una società che non accetta chi è fuori dagli schemi – chi è senza fili, appunto — e tenta in tutti i modi di imbrigliarlo, di fargli indossare quei fili che lo rendano controllabile e manipolabile e lo trasformino in suddito ubbidiente e compiacente verso i voleri del potere.

Il brano, in particolare, riprende il momento del testo di Collodi in cui Pinocchio, gravemente ammalato, viene visitato da tre dottori che, dall’alto del loro sapere, sanno solo emettere luoghi comuni vuoti e sentenze apodittiche senza di fatto essere in grado di individuare né la malattia, né una cura per il povero burattino. La rilettura di Bennato trasforma questo passaggio in uno dei momenti più densi e graffianti dell’intero lavoro, mostrandoci il volto reale — e infinitamente più pericoloso rispetto ai dottori di Collodi — degli attuali dotti, medici e sapienti. Vale a dire di quei saccenti “baroni del sapere” che, dall’alto della loro crassa presunzione e dei loro astratti luoghi comuni spacciati per “virtute e conoscenza”, pontificano sulle vite altrui e pretendono di dirigerle e curarle, cioè manipolarle, — o darle per spacciate -, senza avere alcuna reale competenza se non l’aria fritta e la boria che di fatto costituiscono la vera essenza del loro sapere e delle loro teorie scientifiche.




Come non sentire l’attualità di un brano del genere? Quanti personaggi come quelli descritti da Bennato, stiamo vedendo oggi all’opera in tutti i campi, in particolare in quelli economico, politico e sociale?
Quanti “dotti, medici e sapienti”, pontificano sulle nostre vite e pretendono di imporre le loro “ricette” basate su mere speculazioni teoriche del tutto avulse dalla realtà e dalla concretezza della vita quotidiana di tutti noi?

Senza fare i nomi dei “dotti medici e sapienti” dei giorni nostri perché penso che ognuno possa individuarne a decine, intenti a dirci come dovremmo vivere le nostre vite e costruire il nostro futuro ogni volta per esempio che leggiamo un giornale o accendiamo la tv. E chissà, probabilmente, proprio come suggerisce Bennato al suo burattino senza fili, l’unica ancora di salvezza contro questi “baroni del sapere” è fuggire a gambe levate e lasciarli da soli a provare le gioie dei loro saggi consigli.

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