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[SANREMO 2016] Amen – Francesco Gabbani

SPIEGAZIONE

INTERPRETAZIONE #1

Francesco Gabbani è il vincitore della categoria Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2016. “Sin da piccolo mi sono avvicinato al mondo della musica, mio padre era musicista e proprietario di un negozio di strumenti musicali. Verso i 14 anni ho scritto le prime canzoni, con la mia band Trikobalto ho fatto i primi due album“. Il brano vincitore si intitola Amen, scritto con la partecipazione dell’autore di testi Fabio Ilacqua. Introduciamo il pezzo con le parole del cantante stesso: “Questa canzone è speciale per me perché dietro al ritmo ballerino e la melodia fresca si cela l’idea di stimolare una riflessione sul modo di vivere di oggi in cui aspettiamo sempre un miracolo“. L’attesa del miracolo è qui confrontata con la voglia di cambiamento e di felicità, che però sembra essere sempre passiva: la svolta arriverà, ci toccherà e noi non potremo fare nient’altro che accettarla. Ma in questo brano esce chiaramente il fatto che, oltre alla connaturata attesa, nell’uomo è presente anche la libertà, che chiede a gran voce all’umanità di essere responsabile del cambiamento: niente cambia se non c’è una libertà che si mette in moto. Il miracolo è la libertà che si muove e che diventa attiva, non un’attesa passiva. Secondo noi, questo è il contenuto del brano vincitore della categoria Nuove Proposte del Festival 2016.

Vuoi dare anche tu una interpretazione diversa a questa canzone? Inviala a
significatocanzoni@gmail.com
la pubblicheremo a tuo nome oppure lascia semplicemente un commento in fondo al post.





TESTO

Alla porta i barbari, nascondi provviste e spiccioli
sotto la coda, sotto la coda, sotto la coda.
E i trafficanti d’organi, e le razzie dei vandali
sono di moda, sono di moda, sono di moda.

Un visionario mistico all’università
mi disse l’utopia ci salverà.
Astemi in coma etilico per l’infelicità
la messa ormai é finita figli, andate in pace
cala il vento, nessun dissenso, di nuovo tutto tace.

E allora avanti popolo
che spera in un miracolo
elaboriamo il lutto con un Amen.
Dal ricco in look ascetico, al povero di spirito
dimentichiamo tutto con un Amen.

Il portamento atletico, il trattamento estetico
sono di moda, sono di moda, sempre di moda.
Ho l’abito del monaco, la barba del filosofo
muovo la coda, muovo la coda, colpo di coda.

Gesù s’é fatto agnostico, i killer si convertono
qualcuno è già in odor di santità.
La folla in coda negli store dell’inutilità
l’offerta è già finita amici andate in pace
cala il vento, nessun dissenso, di nuovo tutto tace

E allora avanti popolo
che spera in un miracolo
elaboriamo il lutto con un Amen.
Dal ricco in look ascetico, al povero di spirito
dimentichiamo tutto con un Amen.

E l’uomo si addormentò e nel sogno creò il mondo
lì viveva in armonia con gli uccelli del cielo e i pesci del mare
la terra spontanea donava i suoi frutti in abbondanza
non v’era la guerra, la morte, la malattia, la sofferenza

poi si svegliò…

E allora avanti popolo
che spera in un miracolo
elaboriamo il lutto con un Amen.
Dal ricco in look ascetico, al povero di spirito
dimentichiamo tutto con un Amen.

  1. a me pare che la canzone parli del cambiamento che non può avvenire se non ci impegniamo in prima persona, che non possiamo scaricare tutto alla fede ribaltando l’ordine delle cose e vivendo ad occhi chiusi come se non abitassimo questo mondo e fosse tutta responsabilità di Dio

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