emozione_da_poco

Un’emozione da poco – Anna Oxa

 

SIGNIFICATO

INTERPRETAZIONE #1 (Inviata da un nostro lettore)

L’ho sempre interpretata come una sorta di scontro caratteriale fra due persone: lui, il classico uomo tutto d’un pezzo che non deve chiedere mai, razionale e sicuro di sé (“…uno che non si è mai sentito finito che non ha mai perduto…”) lei, una donna fragile, ipersensibile, che vive d’emozioni, per la quale un’emozione che per gli altri è “da poco” è immensa per sé ( qui il testo è :”…per TE, per TE, una canzone mai una povera illusione un pensiero banale qualcosa che rimane invece per me, più che normale che un’emozione da poco mi faccia stare male una parola detta piano basta già…“). Se per lui una canzone è una cosa da niente, a lei fa muovere qualcosa dentro… E in questo scontro caratteriale, in cui lei probabilmente ama più di lui (“…dimmi, dimmi, dimmi che senso ha dare amore a un uomo senza pietà…”) lei sente anche di essere quasi un peso per lui (“…non vedo più a che punto sta la netta differenza fra il più cieco amore e la più stupida pazienza no, io non vedo più la realtà nè quanta tenerezza ti da la mia incoerenza pensare che vivresti benissimo anche senza…“).
E dell’impossibilità di questo amore è come se lei all’inizio della canzone ne prendesse all’improvviso coscienza: la ragione prende i posto dell’incoscienza.

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significatocanzoni@gmail.com
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  1. Il testo della canzone lo vedo rivolto a una storia d’amore che ormai sta volgendo al termine, per lo scontro di due caratteri, di due persone diverse, perché stanno venendo meno le impalcature che hanno permesso a questa storia di esistere.
    La Oxa comincia quindi presentando il problema, ossia “c’è una ragione che cresce in me e l’incoscienza svanisce”. L’euforia iniziale di questa frequentazione svanisce come un viaggio nella notte, sostituita gradualmente dalla ragione e dal realizzare una verità difficile da accettare.
    Che senso ha quindi, dare amore a un uomo senza pietà, uno che di fatto non sembra poi così interessato a vivere una storia d’amore, ma anzi, ha un atteggiamento equivoco: è senza pietà, uno che non si è mai sentito finito, che non ha mai dato una povera illusione, un pensiero banale, un qualcosa che rimane: un uomo quindi, non interessato davvero a una storia d’amore. La Oxa si rivolge allo spettatore “per te, per te, una canzone, mai una povera illusione”, cercando di spiegare il suo doloroso amore.
    E invece, per lei? Per lei è più che normale che un’emozione da poco, ossia che basta un innamoramento, un’illusione anche piccola per vedere qualcosa che non c’è, travisare ciò che il “suo” uomo voleva da ciò che lei effettivamente si aspettava.
    E basta questa emozione perché lei non veda più la realtà, non capisca se la sua ostinazione nel procedere con questa frequentazione sia cieco amore o un’infinita pazienza, tipica di chi aspetta che una persona cambi, che si interessi seriamente e invece, proprio per questa attesa, non viene mai ripagata.
    Ammette infine, che non lo vede davvero più interessato in nessun aspetto che, probabilmente, un tempo trovava in lei attraente: la sua incoerenza, la sua indecisione.
    “Pensare che vivresti benissimo anche senza”: la leggo come la frase di chi comprende di esser stata tacitamente messa alla porta. L’ammissione che lei, tutto sommato, non è poi così indispensabile nella vita dell’uomo che vorrebbe.

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