Bob_Dylan_-_Knockin_on_Heavens_Door

Knockin’ on Heaven’s door – Bob Dylan

SIGNIFICATO

INTERPRETAZIONE #1

Knockin’ on Heaven’s door è sicuramente una delle canzoni più famose di Bob Dylan e in generale una di quelle canzoni intramontabili, che anche a distanza di generazioni è quasi impossibile non conoscere. La canzone è stata soggetta a tantissime cover, la più famosa in assoluto rimane quella dei Guns N’ Roses che già dal 1987 eseguivano questa canzone nei loro concerti e ne composero una versione per il film Giorni di tuono , anche se solo nel 1992 rilasciano la cover nel loro album, Use Your Illusion II. Rispetto all’originale, la versione dei Guns N’ Roses è quasi hard-rock. Questa cover raggiunse la seconda posizione tra le hit del Regno Unito.Il testo viene interpretato come la descrizione dei pensieri di uno sceriffo che sta per morire. Secondo un’altra interpretazione invece si tratterebbero dei pensieri di un soldato morente; sarebbe dunque una struggente denuncia contro la guerra e le innocenti vittime che essa provoca. Quest’ultima interpretazione sarebbe attestata dalle tendenze pacifiste dell’autore e dello stesso cantante.




In verità per capire a fondo il significato del testo di questa canzone, dobbiamo prima di tutto risalire a quale occasione Bob Dylan decise di scriverla: scopriamo infatti che la canzone è stata scritta apposta per diventare colonna sonora del film Pat Garrett & Billy the Kid, che narra la vicenda di due fuorilegge, uno dei quali però passa dalla parte dei “buoni”, rinnegando dunque la sua natura di fuorilegge per vestire i panni di sceriffo, dando così la caccia ai suoi ex amici. La frase “Mama, take this badge off of me, I can’t use it anymore” (“Mamma, portami via questo simbolo io non posso usarlo ancora“) è riferita alla stella dello sceriffo (badge): il protagonista infatti si scontra con la sua vita passata da fuorilegge, uno stile di vita che nonostante sia sceriffo, gli è appartenuto per tutta la vita ed ora invece è costretto a contrastarlo. Nel film la scena in cui si sente per la prima volta la canzone di Bob Dylan, coincide con il momento in cui lo sceriffo, dopo che è stato colpito da un proiettile, sta appunto per morire: dunque sembrerebbe essere corretta l’interpretazione secondo cui la canzone si riferisca proprio agli istanti prima in cui lo sceriffo stia per morire, momenti in cui “sta diventando oscuro, troppo oscuro da vedere, mi sento come se stessi bussando alle porte del Paradiso“.

Qua sotto pubblichiamo la scena del film a cui fa riferimento la canzone

Vuoi dare anche tu una interpretazione diversa a questa canzone? Inviala a
significatocanzoni@gmail.com
la pubblicheremo a tuo nome oppure lascia semplicemente un commento alla fine del post.
  1. Personalmente, e sulla base di alcuni dati fattuali, propenderei per una terza e più prosaica interpretazione.
    Lo spirito pacifista di Dylan è una spiegazione suggestiva ma a posteriori; anche se seguita da molti sul web, ha poca aderenza con la realtà.
    Semplicemente, a Dylan fu chiesto di scrivere la colonna sonora di un film; un film fatto dalla americanissima macchina-da-soldi hollywoodiana, uno dei tanti strumenti del capitalismo USA (che io in parte ammiro), lo stesso che aveva portato alla guerra del Vietnam. In altre parole, il capitalismo produceva guerre e film; alle prime ci pensavano i vari Kennedy, Johnson e Nixon, per citarne alcuni; ai film ci pensavano Peckimpah, Dylan e altri. Strumenti diversi, per carità, ma con lo stesso fine: imporre al mondo la visione americana e fare soldi.
    Badate, il film è bellissimo e la canzone pure; ma questà è la realtà dei fatti.
    Ebbene, come tutti sanno (e pochi dicono), il film esce nel ’73 e quindi dopo la fine effettiva della campagna americana in Vietnam (gennaio 1973). quindi, se doveva avere lo scopo di fermare il militarismo, beh.. arrivava tardi.
    Ma infatti non era quello che Dylan voleva fare nello scrivere quel testo. Bob scrive semplicemente pensando alla scena cui la canzone doveva fare da sfondo: lo sceriffo Slim Pickens viene colpito al ventre; mentre muore, fa la cosa più ovvia per un essere umano: chiama la madre e gli chiede di togliergli il distintivo, la stella di sceriffo che gli aveva causato la morte, perchè non avrebbe più potuto usarlo. Poi, alla stessa madre dice che una lunga nuvola nera gli sta calando addosso: è il freddo della morte, è la stessa nuvola che si vede nel cielo del film e che l’offuscamento dell’agonia rende più grande e più scura. Slim dice di sentirsi come se stesse bussando alle porte del paradiso, espressione umanissima e comune, e muore. Tutto qua.
    Anzi, la seconda strofa, quella della nuvola, sarebbe stata addirittura ispirata dagli improperi del regista Peckimpah contro il meteo avverso alle riprese.
    Molto poetico, Dylan, ma il pacifismo e la sua dietrologia pseudo-sentimentale davvero c’entra poco.
    Una volta pare che qualcuno abbia chiesto a Kubrick un’esegesi di “2001:Odissea nello spazio”, suggerendogli una delle varie interpretazioni filosofiche correnti. E pare che Kubrick abbia risposto che il film voleva significare niente più di quello che vi si poteva vedere: all’ingrosso, una scimmia e la storia di un computer e di un astronauta.
    Insomma: la spiegazione delle cose (e dei film) è sempre la più semplice, la più evidente, la più banale. Il resto è fantasia.
    Se poi consideriamo la trama Di Pat Garret e Billy the Kid – che Dylan incornicia con il suo soundtrack – allora vediamo proprio l’essenza del capitalismo: il business (cui Pat Garret aderisce) prevale sullo spirito eroico-delinquenziale dei ragazzi della frontiera, di cui Billy the Kid fa parte. E per chi ancora avesse bisogno di chiarimenti, immaginate solo quanti bei dollari la macchina del business americana ha portato (giustamente) nelle casse del buon Dylan.
    Insomma: fatevi una domanda e datevi una risposta.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

banner
Questo sito utilizza cookie per le proprie funzionalità e per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie.

Per maggiori informazioni clicca qui Privacy Policy e qui